IL BLOG DI INES ROSANO

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DAL PANNOLINO AL VASINO

DAL PANNOLINO AL VASINO

di Ines Rosano, pedagogista 

Il passaggio al vasino o al gabinetto è una fase delicata nella crescita del bambino. Per avviare “l’educazione al vasino” non va considerata solo l’età anagrafica del bambino, di solito tra  i 2 e i 3 anni, ma l’aver sviluppato una serie di competenze. Secondo il pediatra Brazelton, il bambino deve essere capace di svolgere un insieme di azioni abbastanza complesse: conoscere la differenza tra asciutto e bagnato e tra sporco e pulito, fare proprio un certo controllo della vescica per trattenere fisiologicamente la pipì, maturare la capacità motoria per raggiungere il bagno e comunicare agli altri il suo bisogno. Quindi il bambino deve aver sviluppato una serie di capacità di tipo cognitivo, motorio, emotivo e linguistico. L’educazione al vasino deve avvenire secondo tappe che rispettino la sua disponibilità a collaborare e la sua motivazione.

 Occorre aspettare che il bambino sia pronto non solo ad apprendere l’uso del vasino ma anche a percepire questo apprendimento come una propria conquista. Secondo Brazelton gli ostacoli e gli elementi di vulnerabilità che potrebbero compromettere il successo sono:

  • Il bambino potrebbe non essere pronto ad affrontare l’educazione al vasino tanto presto quanto i suoi genitori. Di fronte all’ingresso alla scuola dell’infanzia, per esempio, i genitori potrebbero affrettare i tempi e sentire la pressione “esterna”.
  • Il temperamento del bambino può avere un ruolo importante. Per esempio i bambini più sensibili, in particolare con ipersensibilità tattile hanno bisogno di maggior tempo per sedersi sul vasino.

L’approccio “centrato sul bambino” di Brazelton, indica di attendere la fine del secondo anno per iniziare l’educazione al vasino: alcuni bambini potrebbero riuscirci prima mentre altri non saranno pronti e potrebbero sentirsi umiliati dall’insuccesso. Alla base di questo approccio non c’è solo l’intento di assicurarsi che il bambino sia pronto ad imparare l’uso del vasino, bensì di consentire che questo apprendimento sia una sua conquista.

Secondo Brazelton, i primi segnali che indicano che il bambino è pronto all’educazione al vasino sono:

  • Il bambino non è più entusiasta come prima di camminare e stare in piedi per tutto il tempo. È disponibile a stare fermo ed apprendere nuovi compiti. In gran parte dei bambini ciò avviene dopo i 18 mesi.
  • Il bambino ha acquisito la capacità di comprendere il linguaggio, comprendere il significato di ciò che gli si dice e ricordarlo. È capace di ascoltare ed eseguire una richiesta che comporti l’esecuzione di più azioni. Il bambino è fiero di se stesso quando riesce.
  • Il bambino sa dire “No”, per saper utilizzare il vasino deve essere in grado di decidere autonomamente se è pronto o no a fare qualcosa. Il bambino potrebbe adeguarsi per un breve periodo per far piacere ai genitori, ma poi potrebbe smettere se non è quello che vuole lui realmente.
  • Il bambino comincia a riporre gli oggetti al proprio posto. Quindi il vasino come luogo appropriato per i suoi “prodotti”.
  • Il bambino imita il vostro comportamento. Questa voglia di imitare costituisce un incentivo prezioso all’uso del bagno “Come mamma e papà”. Il bambino mette già sotto pressione se stesso, un’ulteriore pressione da parte dei genitori potrebbe fargli sembrare il compito impossibile.
  • Il bambino comincia a fare pipì e ad andare di corpo con maggiore regolarità. Verso i due anni si completa lo sviluppo dell’apparato urinario e di quello digerente, quindi potrebbe essere più regolare. Potrebbe iniziare a restare asciutto dopo il sonnellino.
  • Il bambino diventa consapevole del proprio corpo. Verso i due anni diventa consapevole delle funzioni corporee, comincia ad indicare col dito il pannolino bagnato. Comincia a denominare le parti del corpo e le sue funzioni.

Segnali che il bambino NON è pronto al vasino, secondo Brazelton:

  • Sta in piedi vicino al vasino e poi fa pipì sul pavimento
  • Non vuole che gli venga tolto il pannolino per nessun motivo
  • Si toglie il pannolino e poi va di corpo sul pavimento
  • Si nasconde in un angolo o dietro l’armadio per andare di corpo
  • Dice ripetutamente di no se un genitore osserva che sembra sul punto di andare di corpo
  • Fa di tutto per opporsi all’uso del vasino e del gabinetto.

Le aspettative dei genitori possono essere controproducenti se si trasformano in pressioni. Per evitare che si senta sopraffatto, bisognerà fargli sapere che imparare è un compito suo e che può procedere con i propri tempi.  E’ importante avere fiducia nel bambino e rassicurarlo sul fatto che può farcela e che gli “incidenti” possono capitare. Dall’educazione al vasino, passano delle competenze importanti, quali la conoscenza e la cura del proprio corpo, l’autonomia, la capacità di ascoltarsi e fare nuove esperienze, pertanto il processo di apprendimento delle nuove conoscenze è molto importante.

I bambini sono competenti, rendiamoli partecipi e attivi verso le nuove conquiste.

 

Bibliografia: T. B. Brazelton, J. D. Sparrow, Il tuo bambino e... il vasino. Una guida autorevole per insegnare a vostro figlio la pulizia e l'igiene, Raffaello Cortina Editore, 2004.

 

Per consulenze pedagogiche e sostegno alla genitorialità (anche on line):

Dott.ssa Ines Rosano, pedagogista clinico

via Pio La torre n. 23, Empoli

ines_rosano@hotmail.com

tel 3921431126

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